Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 2003/07/08 (2^ parte) Data: martedì 8 luglio 2003 12.01 L'incontro con Caterina, disabile LA SOLIDARIETÀ DI BAGLIONI di Lucio Palazzo Caterina è una ragazza disabile, «pazza» per Claudio Baglioni. Appena saputa la notizia della presenza del cantautore romano alla «Gazzetta», non ha retto al sogno di poter incontrare personalmente il suo paladino. Pressioni in famiglia, pressioni sui suoi amici, i volontari del «Cedis», centro diocesano per l'integrazione sociale. Non si è data per vinta, e ce l'ha fatta. Al termine della maratona telefonica in redazione, Baglioni le ha regalato un sorriso: un incontro fugace, ma intenso. «Il prossimo inverno - le ha promesso - quando verrò a Bari per il tour invernale, voglio ritagliare un po' di tempo per venirvi a trovare al Cedis». Una promessa che ha emozionato tutti. Poi Caterina è riuscita a vincere l'emozione ed a chiedere una dedica a Claudio. «Ho firmato - ha affermato sornione l'artista - ecco qui: con affetto Gianni Morandi...». Risata. In un'atmosfera più rilassata Caterina ha sorpreso tutti con la più semplice delle domande: «Claudio, cosa hai mangiato qui a Bari?». La risposta ha svelato i gusti baresi del cantautore: «Mi sono riempito di burrata e di pesce». Caterina tappezza da sempre la sua camera con tutti i ritagli di giornale che riesce a trovare sul «suo» Claudio. Il saluto rinnova la promessa: «Non rovinare i muri di casa tua: tanto il prossimo inverno tornerò a Bari». Ogni promessa è debito. Fonte: "La Gazzetta del Mezzogiorno" ........................ TUTTI PAZZI PER BAGLIONI di Ottavio Cappellani Alla facoltà di Giurisprudenza è apparso il seguente volantino: «Sono una studentessa fuorisede (vengo da Vittoria) cerco esclusivamente fan sfegatati del mitico Claudio Baglioni per andare al concerto del 12, perché il mio ragazzo non mi vuole accompagnare (vuole fare il duro e si vergogna dei suoi sentimenti), io sono alta un metro e settantacinque, capelli biondi e occhi azzurri. P.S. Carmelo, ripensaci!!!». Storie da preconcerto: è partita la caccia al biglietto, e qualcuno (come sopra) sfrutta giustamente l'evento per risolvere beghe sentimentali. Tastando il polso a una città con la febbre da Baglioni l'impressione che si ricava è che sarà "Questo piccolo grande amore" la canzone che tutti aspettano, che scioglierà gli animi, farà piangere, riappacificare, qualcuno (speriamo) anche litigare (perché l'amore, anche se piccolo, non è bello se non è litigarello): da chi cercava i biglietti quando ancora non erano in vendita, a chi organizza pullmann, molta curiosità per la spettacolare coreografia del nuovo spettacolo, ma immancabile la voglia dei brani più classici. L'architetto Francesca Panebianco, ha già acquistato il biglietto da tempo: «Baglioni mi ricorda la prima adolescenza, i primi innamoramenti, le prime cotte, le feste tra amici dove a un certo punto si metteva il lento, e quel lento era sempre di Baglioni, si aspettava che il ragazzo che ti piaceva ti invitasse a ballare, adesso continua a piacermi, continuo a comprare i suoi dischi, a imparare a memoria le sue canzoni, però devo ammettere che sono i ricordi a emozionarmi di più». La gallerista Concita Di Bella è entusiasta del fatto che l'arte entri in un concerto (sul palco ci sarà un' installazione progettata da Daniela Gagliano, giovane studentessa catanese che ha creato l'opera «Cercando la libertà» nell'ambito del progetto nato dalla collaborazione con le Accademie di Belle Arti delle città toccate dal Tour 2003 del cantante): «E naturalmente l'idea non poteva che venire a Baglioni, il mio mito, oltre che di mia madre», perché la passione, Concita, l'ha ereditata in famiglia: «Ricordo le feste che organizzava la mamma negli anni Settanta, quando immancabilmente partiva Questo piccolo grande amore. La mia canzone del cuore è invece Mille giorni di te e di me, la ascolto e riascolto, ricordo che per il concerto del '96 mi misi a lavorare per raccogliere i soldi e andare ad Acireale». E fino al 10 il concorso "Scrivete a Baglioni", organizzato dal quotidiano La Sicilia: per partecipare basta inviare una domanda per il cantautore romano a segreteria@ngweb.it con nome, cognome, indirizzo e numero di telefono, i dieci lettori sorteggiati faranno direttamente a Baglioni le loro domande e potranno assistere al concerto. Fonte: "Sicilia.it" ........................ SOSPIRI E PROPOSTE DI INCONTRI GALANTI AL TELEFONO, RAGAZZINE ANSIMANTI ALL'INGRESSO ED UNA GRADITA INCURSIONE DURANTE LA RIUNIONE DI REDAZIONE DEL ........ di Lucio Palazzo Sospiri e proposte di incontri galanti al telefono, ragazzine ansimanti all'ingresso ed una gradita incursione durante la riunione di redazione del giornale. La visita di Claudio Baglioni alla «Gazzetta» è volata: tre ore circa fra ironia e cordialità a sancire un rapporto saldo e vivo con Bari e con il suo giornale. Claudio arriva in redazione qualche minuto prima delle 14 e subito indossa la cuffia per rispondere alle telefonate che «scalpitano» da tempo. Prime tre chiamate dalla provincia di Milano e da Genova. Ne seguiranno altre da tutt'Italia. La «Gazzetta» su internet fa miracoli. Sulle prime, il filo diretto con i fan più che una serie di domande è una sfilata di avances femminili che tentano, a tratti spudoratamente, un approccio con il divo, il quale appare divertito: «sono in costume da bagno a Palese, se vuoi domani ti raggiungo così» - minaccia la prima; «posso avere un appuntamento con te, ma senza gente attorno» - ci prova la seconda. Il tempo passa e Baglioni rifiuta persino di fare un break per l'aperitivo per quanto è preso dalla chiacchierata con gli aficionados. Fuori dalla «Gazzetta», intanto la folla comincia ad assieparsi, mentre all'interno dell'edificio l'immenso Fabione, security men «storico» e capo dei «pretoriani» al festival di Sanremo, dorme sonni tranquilli. Alle 15.50 qualcuno prova a proporre una fine leggermente anticipata delle telefonate, ma ormai Baglioni è lanciato e pretende di finire in orario. Alle 16 Claudio accetta di salutare Caterina, disabile barese. «Se tornerò a Bari per il tour invernale avrò più tempo da dedicare a questi incontri» - promette Claudio. Prima di andare via, però, Baglioni fa capolino nel cuore del giornale, visitando, su invito del direttore Lino Patruno, la riunione quotidiana dei responsabili dei vari settori e dei caporedattori per l'impostazione del giornale. Insieme con loro parla di tutto, a cominciare dal sequestro di due farmacie baresi perché accusate di truffa, appena avvenuto. Claudio ne è al corrente, neanche fosse un cronista di turno. Quindi chiede: «Ma la questione del Petruzzelli a che punto è?». Com'è noto, dopo l'esibizione all'interno del «cratere», Baglioni ha inserito nell'ultimo disco un pezzo dedicato al teatro barese. La visita dura più del previsto e soprattutto assume i toni quasi di una rimpatriata fra amici. Ad aspettare Claudio - il quale ieri pomeriggio era in camicia aderente nera e pantaloni con cerniere come tendenza detta - sia all'arrivo sia al congedo, donne di tutte le generazioni, dalle sedicenni a qualche madre di famiglia. Niente di strano per un cantante che, raggiunto l'apice della popolarità, sembra vivere un'eterna giovinezza. Fonte: "La Gazzetta del Mezzogiorno" ........................ FRA LE SORPRESE DEL CONCERTO-SHOW DI BAGLIONI DI STASERA CI SARÀ ANCHE RON, CHE SALIRÀ SUL GRANDE PALCO PER CANTARE CON CLAUDIO LA ........ di Lucio Palazzo Fra le sorprese del concerto-show di Baglioni di stasera ci sarà anche Ron, che salirà sul grande palco per cantare con Claudio la sua Non abbiam bisogno di parole e un classico come Amore Bello. «Non abbiamo preparato niente - racconta Ron - ho sentito Claudio ieri ed abbiamo deciso solo le canzoni su cui interverrò. Del resto per il rapporto che c'è, l'improvvisazione organizzata è la cosa migliore». Come nasce l'idea della sua partecipazione? «Con Claudio siamo cresciuti insieme musicalmente. Ricordo un festival di Venezia nel '70 durante il quale ci siamo conosciuti meglio. Abbiamo passato momenti di condivisione molto intensi». Faccia un ritratto del Baglioni artista. «Un simbolo della canzone italiana. Molti vivono su un capolavoro, lui è riuscito a scrivere tanti pezzi indimenticabili. Il suo linguaggio diretto e semplice è la sua forza». Torna da queste parti: lei è per metà pugliese. «Torno alla mia terra rossa. Mi piace chiamare così la Puglia, che ovviamente sento appartenermi, viste le mie radici, mio padre era di Trani. La Puglia è una regione di persone che non passano inosservate; la gente è seria, comunicativa. Ultimamente ci sono anche tanti attori noti ed artisti in genere che sono pugliesi. È un momento di forte creatività per questa regione». Se dovesse portare Baglioni a fare un giro, dove andrebbe? «Prima di tutto ad ammirare la cattedrale di Trani: una bellezza così, a strapiombo sul mare con il cielo blu alle spalle, merita di essere conosciuta a fondo. Sono affascinato anche da Alberobello e dai suoi trulli. Penso che se un americano vedesse la Valle d'Itria, non se ne andrebbe più». A cosa sta lavorando adesso? «All'ultimo disco. Ma la vera novità è che al progetto è legato un libro che sto scrivendo. Probabilmente produrrò anche uno spettacolo teatrale con mie canzoni, vecchie e nuove». Ha scelto lei i pezzi di stasera? «Ho espresso la mia volontà di cantare Amore Bello perché è un pezzo che ho ascoltato in un momento delicato della mia vita. Vivevo una storia particolare e, come capita spesso con i pezzi di Claudio, ho riconosciuto in quella canzone la mia vicenda personale. In questo sta la grandezza di Baglioni: riesce ad usare parole semplici per spiegare grandi sentimenti, senza mai scadere nel banale». Fonte: "La Gazzetta del Mezzogiorno" ........................ DUE AMICI SU DUE PALCHI DIVERSI. È UNA STRAORDINARIA COINCIDENZA QUALLA CHE ACCADRÀ STASERA NEL BARESE. CLAUDIO BAGLIONI SARÀ IN ........ di Nicola Morisco Due amici su due palchi diversi. È una straordinaria coincidenza qualla che accadrà stasera nel Barese. Claudio Baglioni sarà in concerto con il mega tour Sono io..., all'Arena della Vittoria di Bari, mentre il suo amico Youssou N'Dour, con Nothing in vain, sarà nel fossato del castello di Barletta. I due artisti, oltre che dall'amicizia, sono stati legati da un vero e proprio sodalizio artistico sfociato nella collaborazione per un brano presente nel doppio album Oltre. Baglioni, questa sera canta anche il suo amico Youssou N'Dour a Barletta. Che ricordo ne serba? «Mi fa piacere che anche lui sia in Puglia. Peccato però, se l'avessi saputo prima, chissà... Siamo amici da diversi anni, l'ho conosciuto nel 1997 in Inghilterra e abbiamo subito fraternizzato. Poi a Roma ci siamo rivisti tante volte, e abbiamo deciso di collaborare e duettare nel brano Le mani e l'anima inserito nel disco Oltre. Ricordo anche uno straordinario concerto al Colosseo, davanti a trecentomila persone, abbiamo cantato insieme per la Fao. È stata una straordinaria performance con vocalizzi finali». Quanto l'ha influenzata la musica africana? «È quella che ci ha dato i ritmi, la pulsazione, la parte della musica più energetica e dinamica che ho inserito anche nella mia musica. Quelle poliritmie tipiche africane, sono ancora presenti in alcuni arrangiamenti delle nuove canzoni». Ci parli del suo spettacolo barese. Cosa vedrà questa sera il pubblico? «Un concerto fuori da ogni regola che regala continue sorprese a tutti gli spettatori, noi compresi. In ogni città ci sono circa quattrocento persone che si aggiungono alle novanta che sono normalmente sul palco. Il risultato è assolutamente straordinario e trasmette un'energia unica. È una grande festa». I suoi concerti sono frequentati da migliaia di persone, cosa che accade anche a Vasco Rossi e Zucchero. Siete una generazione di fenomeni o cosa? «È sempre più difficile trovare momenti di aggregazione, mi sono stupito di vedere che in questa stagione, in cui scarseggiano tournée, ci siano stati numeri così consistenti di pubblico. Proprio ieri abbiamo fatto un conteggio del pubblico presente a questo tour: in sei concerti siamo arrivati ad un'affluenza di oltre duecentosettantamila spettatori. Forse alla fine del tour arriveranno a trecentocinquantamila, è sorprendente. Non so se tutto questo derivi dalla lunga carriera di artisti come noi, di sicuro sappiamo di avere un pubblico eterogeneo, composto da diverse generazioni. È sempre incantevole trovarsi all'interno di uno stadio con un palco al centro ed avere l'obbligo di riempirlo. La gente ha voglia di partecipare a qualcosa che è un po' rituale, ma anche sorprendente. Mi farebbe piacere che questi straordinari momenti continuassero anche nel futuro. Musica vuol dire tendere al bello, mettere insieme la gente e non separarla». Ha disegnato tutta la struttura del palco, le sono serviti quindi gli studi da architetto? «Si, studiavo architettura prima di imbarcarmi in questo mestiere. Ho scoperto che gli esami sarebbero rimasti validi se avessi pagato le tasse. Dopo essere stato venticinque anni fuori corso, finalmente, ad ottobre, riuscirò ad ottenere la laurea. In questi anni, però, molta dell'esperienza universitaria l'ho utilizzata disegnando i palchi dei miei concerti ». Durante il filo diretto con i suoi fan ha incontrato una ragazza disabile. Cos'è per lei la solidarietà? «È la possibilità di essere utili, anche parzialmente, ad un'altra persona. Purtroppo è una moda ricorrente per molti personaggi pubblici, qualche volta risulta anche sospetta. Comunque, se si riesce a far felice qualcuno anche per qualche istante, ti fa star bene. Quando si può, si deve mettere la propria arte e la popolarità al servizio della solidarietà». Fonte: "La Gazzetta del Mezzogiorno" ........................ FOMBIO DOPO BAGLIONI E SCALFARO NUOVA INIZIATIVA DEL PARROCO DI RITEGNO In oratorio un'altra star del rock per avvicinare i giovani alla fede di Paolo Migliorini Fombio L'oratorio "rock" di Retegno, un miracolo di attivismo ed iniziative per un paese così piccolo, vicino ad un nuovo evento. Don Alberto Curioni non si lascia sfuggire niente, ma un altro grosso personaggio della musica leggera italiana potrebbe sbarcare nella piccola frazione di Fombio entro la fine di luglio. L'anno scorso fu la volta di Claudio Baglioni, amico personale di don Alberto, il quale con grande successo, parlò ai giovani locali. Ma non solo musica: di recente hanno portato la loro testimonianza anche Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica e Giuseppe Soffiantini, protagonista di uno dei più drammatici rapimenti degli ultimi anni. Don Alberto si affida ad una metafora: «Penso che la fede sia una casa a due piani - spiega - ed il raggiungimento di una fede piena stia al secondo. Ma per arrivarci occorre passare attraverso il primo piano, dove si trova un linguaggio comune con i fedeli, specie i più giovani, che dobbiamo imparare a parlare». Ed i risultati di don Curioni, in carica a Retegno dal 2001, sono sorprendenti: «Io ho soltanto il merito di aver coordinato la vivacità di una popolazione veramente particolare», minimizza. I retegnini erano un tempo gente di confine fra stati, da sempre con una loro identità particolare ed un fortissimo senso di comunità: aspetto, quest'ultimo sempre più in controtendenza con altre realtà, dove l'unione sociale e la vivacità vanno sempre più perdendosi. «Per il vero una "spaccatura" esiste - riflette don Alberto - tra le case più periferiche ed il borgo centrale, ma le due "parti" sono sempre più convergenti». A quanto pare, comunque, è il parroco giusto per un tipo di paese così: la gente stima il religioso e lo segue in ogni sua proposta: «Quando venne Baglioni, per esempio, si mobilitarono almeno cento persone, dividendosi una quantità di mansioni». Ma è soprattutto la "fedeltà" dei giovani a stupire: molti adolescenti dedicano almeno due ore al giorno all'oratorio ed alle sue iniziative. Ora, in periodo di Grest, sono addirittura 15 i ragazzi impegnati nell'animazione e nell'assistenza: ed i piccoli partecipanti al centro estivo sono 55, praticamente la totalità della popolazione infantile del paese. Le quindicenni Camilla Anelli e Manuela Bruschini, le diciassettenni Eleonora Gaudenti e Paola Poliedri, oltre a Mirco De Monti di 18 anni e Matteo Stroppa di 19, seguiranno don Alberto anche nel campus montano subito dopo il Grest: al loro ritorno ci saranno già altre importanti iniziative da organizzare, per un Oratorio che loro stessi definiscono "mitico". Sempre e comunque con il loro parroco: d'altra parte a Retegno si dice che la vita è divisa in tre parti: in una si dorme, nell'altra si lavora e nella terza si «segue il don». Fonte: "Il Cittadino" ........................ *** Visitate: http://www.brever.net/rassegnastampa Rassegna Stampa sul web in formato .txt -- --------------------------------------------------------------------------------------- SALTA A BORDO DI GOOD YEAR EXPLORA! Acquista 4 pneumatici Goodyear, ritira il modulo d’iscrizione e potresti entrare a far parte di uno dei 4 equipaggi alla scoperta dei misteri d’Italia. 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